Aristide Faccioli

 Nato a Bologna nel 1848 e morto a Torino nel 1919 fu il precursore dell'aeronautica italiana.

 Nel 1909, nello stabilimento della Società Piemontese Automobili SPA di corso  Ferrucci 122 a Torino,  progettò e costruì il primo aereo interamente italiano. Il  volo di prova avvenuto sui prati del campo di  Mirafiori si concluse con la distruzione dell'apparecchio  pilotato da Mario Faccioli, figlio del progettista

l'ing. Aristide Faccioli, dopo la morte del figlio Mario. ormai vecchio e deluso, si tolse  la vita 

 

La lapide che ricorda  Aristide Faccioli in corso Ferrucci 122 a Torino

                                Mario Faccioli

Nato a Torino il 18 febbraio 1885.

Conseguì il brevetto di pilota n. 21 per biplano su apparecchio      Faccioli N. 4 a Cameri (Novara) il 15 ottobre 1910. Il motore era un Faccioli da 20 - 25 c. v. Fu pilota di tutti i voli compiuti dal velivolo progettato e costruito dal padre Aristide.

Fu il primo aviatore italiano che compì un volo su un aeroplano progettato e costruito in Italia. Morì, probabilmente per un incidente     di volo nel marzo 1915.

                Mario Faccioli sul velivolo n° 4     

                               Francesco Darbesio

Fondò la ditta  ASTERIA. Il suo velivolo ASTERIA 2 fu il primo aereo di costruzione nazionale acquistato dall'Esercito Italiano e utilizzato in Libia nel conflitto Italo - Turco

 

       Biplano Asteria con a bordo il meccanico pilota Emilio Pensuti (a sinistra) e il progettista ingegner Francesco Darbesio.

                              Antonio Criribiri

 

Nato a Venezia il 25 dicembre 1867 morto ad Alessandria il 13 Aprile 1943.  Prima direttore della Miller e poi fondatore della Chiribiri & C. con   il collaudatore Maurizio Ramassotto e l'ing Gaudenzio Verga costruì su licenza  motori aeronautici Gnome et Rhone e diversi velivoli di sua progettazione. Il suo velivolo ASTERIA 2 fu il primo aereo di costruzione nazionale acquistato dall'Esercito Italiano e utilizzato in Libia nel  conflitto Italo - Turco. Aprì a Torino la prima scuola di pilotaggio.

                                                         Il Chiribiri 2       

                              Vittorio Cordero di Montezemolo

 

Pubblicò lo Studio sulla Navigazione aerea nel 1903, sostenendo l’avvento degli aeroplani, mentre allora era generale l'opinione che l’avvenire fosse del  dirigibile. A Roma nel 1905 fece dei voli con l'aerostave Bertelli trainata da cavalli per mancanza di motore leggero adatto.

Appena formato il reparto di Aviazione e del Battaglione autonomo ne fu nominato comandante. Partecipò alle manovre del 1911 con due Squadriglie; mandò     6 piloti al raid Internazionale Bologna-Venezia nel 1911 e organizzò l'Aviazione destinata alla guerra italo-turca.Partecipò alla guerra contro l'Austria, Fu Ispettore d'Aeronautica a Roma e Capo dell'Ufficio Aviazione Civile.Dopo la guerra fu Comandante dell'Artiglieria del Carpo d'Armata di Milano; Ispettore       della Zona Fieri Berat in Albania nel 1919.Promosso Generale di Divisione in A.R. nel 1920, della Riserva nel 1931.

                              Giulio Douhet

Vice comandante del battaglione aviatori di Mirafiori agli ordini  di Vittorio Cordero di Montezemolo, ne prese successivamente il comando. Giulio Douhet divenne famoso nel mondo per le sue teorie sull'impiego strategico dell'aviazione militare. Scrisse sull'argomento il libro "Il dominio dell'aria" diventato il testo fondamentale dello sviluppo dell'arma aerea.

Fu il primo ad occuparsi della raccolta e della preservazione dei cimeli aeronautici e realizzò il primo museo aeronautico D'Italia presso     castel Sant'Angelo che dopo infinite vicissitudini diventò l'attuale museo di Vigna di Valle.

                               Francesco Brach Papa

 

Nato a Corio il 4 settembre 1891.  Record nazionale di altezza 19 luglio 1913 di m 3050 e successivamente 4000 nel 1915, m 6150      con passeggero nel 1916, poi 6750 nel 1917.

 Record mondiale di velocità con passeggero, 270 km orari nel 1919 con FIAT B.R. 700; nel 1919 record Torino - Roma in 2 ore 15'

 Raid Roma - Parigi senza scalo (km 1300) con traversata del monte Bianco; raid Parigi-Londra-Bruxelles-Amsterdam

 Record mondiale di velocità con quattro passeggeri km 260/ora; vincitore della coppa "Deutsh de la Meurthe nel 1921, sebbene partito 30°, arrivò al traguardo di Ravenna -km 1000- con due ore di anticipo sul secondo

 Nel 1922 vinse il "Meeting di Nizza", vinse anche il Match di velocità contro Sadi Lecointe e la coppa d'argento dell'Aero Club de la     còte d'Azur

 Fece il raid Strasburgo-Milano con traversata del Monte Rosa in due ore; vinse al “Meeting d’Epinal” organizzato da René Fonk    conquistò la Gran Coppa d’Argento dell’Aero Club des Vosges al Circuito dei Vosgi su   trenta concorrenti; vinse la gara di velocità Epinal-Strasburgo; fece il raid Strasburgo-Milano con traversata delle Alpi Svizzere in ore 1,50’; ancora corse la Coppa “Deutsch de          la Meurthe” dove secondo con lievissimo  sul primo; e sempre nel 1922 si aggiudicò il record mondiale di velocità, Km. 357 all’ora,       con apparecchio da corsa Fiat 800 HP.

 Partecipò nel 1923 con la Squadriglia del Capitano Madon – francese – al raid attraverso la Francia e l’Italia; con una pattuglia di apparecchi B.R. partecipò nel 1925 con il comandante Ferrarin al raid  Torino-Parigi-Bruxelles-Londra-Parigi-Torino; pure partecipò         alla Crociera del 1928 Roma-Londra-Berlino-Roma.

Maggiore A.A. Dal 1930 capo pilota collaudatore all’Aeronautica d’Italia.

Morì il 13 gennaio 1973  

                               Umberto Savoia

 

L'ingegner Umberto Savoja nasce a Torino il 4 febbraio 18 84. Entrato nel 1901 nell'Accademia militare, si specializza nella   Scuola di applicazione di artiglieria e genio. Le sue esperienze aeronautiche iniziano nel 1908 quando viene assegnato al Battaglione Specialisti del Genio come pilota di sferico. 

All'apertura della prima scuola di aviazione italiana ad opera del Club degli Aviatori di Roma l'ingegner Savoja viene prescelto  come istruttore e prende parte quindi alla prima serie di voli sotto la guida di Wilbur Wright a Roma nel 1909. In seguito all'attività di pilota affianca quella di progettista e costruttore, creando un'officina per la costruzione e la riparazione degli aeroplani necessari alla scuola. 

  Tralascia l'aviazione per un breve periodo nel 1914, in quanto frequenta il corso della Scuola di Guerra. Fino al 1917 è stato        capo dell'ufficio tecnico dell'aviazione militare: a questo periodo risalgono le sue realizzazioni più famose, l'SP. (Savoja Pomilio) 2, l 'SP. 3, ma soprattutto lo SVA (Savoja, Verduzio, Ansaldo). Intraprende inoltre anche lo studio di programmi per la costruzione di materiali aeronautici militari, ma in seguito a disaccordi sul programma chiede ed ottiene di lasciare l'aviazione 

per avere il comando di un battaglione di zappatori della 3ª Armata, con il quale partecipa alla Battaglia del Piave.

Alla fine del conflitto viene incaricato di insegnare presso la Scuola di Guerra di Torino e vi rimane fino al 1926. È stato vice ispettore presso l'Ispettorato tecnico automobilistico. Nel 1929 ha lasciato il servizio militare per entrare alla Fiat, dove ha diretto le attività connesse con l'aviazione. È deceduto il 4 giugno del 1954.

 

                             Ottorino Pomilio

 

Nato a Chieti l' 8 ottobre 1887 

Ingegnere.

Promosso primo alla Scuola Superiore dell’Aeronautica di Parigi, conseguì il brevetto di pilota; fece molti raids con piloti francesi e italiani. Entrò nel 1912 all’Ufficio Tecnico del Battaglione Aviatori. Batté il record italiano di altezza con passeggero l’11 settembre 1913, con    Bottazzi.

Durante la guerra contro l’Austria diresse la “Fabbrica Aeroplani Pomilio” di Torino, da lui fondata nel 1916.

Fondò a Indianapolis la Pomilio Brothers Corporation nel 1918.

A New York pubblicò nel 1919: Progetti e costruzione di aeroplani, opera dedicata ai fratelli Wrigth

Morì a Roma il 31 gennaio 1957

 

                            Ottavio Ricaldoni

Progettista del primo dirigibile militare Italiano

Ottavio Ricaldoni nasce a Buenos Aires il 23 gennaio 1877. Trasferitosi giovanissimo in Italia, vi consegue la laurea in ingegneria ed intraprende la carriera militare come ufficiale del Genio, assegnato alla Brigata specialisti del Genio. Alla fine del secolo si appassiona        di problemi aeronautici ai quali ha dedicato la sua vita, spesso in collaborazione con Gaetano Arturo Crocco. Intorno al 1906  Ricaldoni            e Crocco ricevono da Maurizio Mario Moris l'incarico di costruire un dirigibile. Ricaldoni nel frattempo costruisce anche un piccolo impianto aerodinamico. Nel 1908 il dirigibile arriva in volo sopra Roma e nel 1909 viene effettuato il raid Bracciano-Napoli-Roma, impresa    eccezionale per l'epoca. Nel 1910, insieme a Crocco e a Manlio Ginocchio, costruisce il primo idrovolante italiano. Direttore delle    costruzioni aeronautiche fino al 1918, ha raggiunto il grado di generale del Genio, lasciando il servizio attivo per limiti di età. 

Muore a Savona il 28 marzo 1965.

 

                            Corradino D'Ascanio

 

Nasce a Popoli (PE) il 1 - febbraio 1891

All'età di 15 anni progettò (dopo aver studiato le tecniche di volo e le proporzioni tra peso e apertura alare di alcuni volatili) e costruì una sorta di deltaplano, che usò per lanci sperimentali. Laureatosi nel 1914 in ingegneria meccanica al politecnico di Torino, si arruolò volontario nel genio, ed entrò nel "Battaglione Aviatori" della città , per occuparsi del collaudo dei motori. Venne poi nominato sottotenente ed inviato in Francia per scegliere un motore rotativo da produrre in Italia iniziando così la produzione dei motori "La Rhone" a Torino. Collaborò con Pomilio alla realizzazione dell' SP2 e collaborò poi con la Piaggio. Fù l'inventore della Vespa.

Progettò e produsse autonomamente il Primo elicottero moderno il PD4

Morì a Pisa il 6 agosto 1981

 

                            Giuseppe Gabardini

Torinese emigrò in Francia dove costrui il suo primo aereo. Tornato in Italia aprì a Cameri  uno stabilimento dove produsse i suoi famosi monoplani "Gabarda".

Nel 1914 un suo velivolo raggiunse i 4300 metri di quota sorvolando il monte Rosa

 

            Gabarda idroplano